Un preventivo (in francese «devis») fatto bene svolge tre funzioni: rassicura il cliente sul prezzo, ti protegge fissando ciò che è incluso e, una volta firmato, diventa la base di un contratto. Molti autonomi lo scrivono in fretta e poi passano del tempo a giustificare un extra o un disaccordo sull’ambito del lavoro. Questa guida elenca cosa deve contenere un preventivo, come gestirne la durata di validità e come passare dal preventivo alla fattura senza riscrivere nulla. Le regole e le prassi qui descritte sono francesi: valgono per chi lavora in Francia e non si applicano automaticamente in Italia. Informazioni verificate al 19/10/2026.
Il preventivo è obbligatorio?
In molti casi no: sia tra professionisti sia con i privati, secondo la normativa francese il preventivo non è obbligatorio in linea di principio. Lo è invece in certi settori o per certi importi (per esempio gli interventi di emergenza o di riparazione a domicilio, alcuni servizi alla persona, i traslochi, le prestazioni nell’edilizia). Le regole precise dipendono dalla tua attività: informati presso la tua organizzazione professionale o sulle pagine ufficiali della DGCCRF (autorità francese per la tutela dei consumatori). Anche quando non è obbligatorio, un preventivo scritto resta la migliore protezione in caso di disaccordo.
Cosa deve contenere un preventivo
Un preventivo chiaro riporta almeno:
- I tuoi dati: nome o ragione sociale, indirizzo, numero SIREN o SIRET (numeri d’identificazione delle imprese in Francia) e, se del caso, il numero di partita IVA (TVA, l’IVA francese);
- Quelli del cliente: nome, indirizzo di fatturazione;
- La data del preventivo e il suo numero, preferibilmente in una serie continua;
- La sua durata di validità: trascorso questo termine, il prezzo non è più garantito;
- Il dettaglio della prestazione: ogni riga con quantità, unità e prezzo unitario;
- Il prezzo al netto delle imposte, l’aliquota IVA e il prezzo comprensivo di imposte, oppure la dicitura «TVA non applicable, article 293 B du CGI» (dicitura usata in Francia, «IVA non applicabile», con rinvio al Code général des impôts francese, in breve CGI) se rientri nella franchise en base de TVA francese (regime di esenzione IVA per le piccole imprese);
- Il termine o la data di esecuzione;
- Le condizioni di pagamento: eventuale acconto, scadenza, interessi di mora;
- La dicitura di accettazione: «Bon pour accord», data e firma del cliente.
Per un cliente privato possono aggiungersi altre indicazioni a seconda dell’attività (diritto di recesso, garanzie legali). Un modello di preventivo gratuito può servire da base.
Descrivere l’ambito senza ambiguità
Un preventivo vago è la causa numero uno delle controversie. Per limitare i malintesi:
- Indica cosa è incluso: numero di consegne, numero di ritocchi o di appuntamenti compresi, materiali forniti.
- Indica cosa è escluso: tutto ciò che esce dal perimetro viene fatturato a parte, a una tariffa annunciata.
- Precisa cosa ti aspetti dal cliente: documenti, accessi, tempi di risposta. Un progetto bloccato da un cliente in ritardo deve poter essere rinviato.
- Indica le ipotesi: «per un sito di dieci pagine», «per un alloggio di 60 m²».
La durata di validità
Fissare una durata evita di restare vincolati a un prezzo diventato sbagliato (aumento dei costi, carico di lavoro cambiato). Una durata da uno a tre mesi è comune, a seconda della natura del progetto. Superata la data, il cliente deve richiedere un preventivo aggiornato: segnalalo. Un preventivo datato e quantificato con precisione è anche più facile da confrontare per lui, il che accelera la decisione.
Un preventivo firmato vale come contratto
Quando il cliente scrive «Bon pour accord», data e firma, le due parti sono vincolate al contenuto del preventivo. Non accettarlo quindi mai prima di aver riletto quantità e prezzi. Una semplice firma elettronica (nome, data, consenso) basta in genere per un preventivo di prestazione; per importi rilevanti, preferisci un contratto dettagliato e fallo rileggere da un professionista del diritto.
Gli acconti
Nulla vieta di chiedere un acconto alla firma per coprire le prime spese; deve figurare sul preventivo con il suo importo o la sua percentuale e la sua scadenza. Per un cliente privato, alcune attività regolano l’importo degli acconti o il termine di recesso: verifica le regole del tuo settore. L’acconto viene poi detratto dalla fattura finale e, in genere, dà luogo a una fattura di acconto.
Dal preventivo alla fattura
Al momento di fatturare, riprendi le stesse righe del preventivo accettato e aggiungi ciò che è stato aggiunto strada facendo con l’accordo scritto del cliente. Se le righe differiscono, spiega perché. La fattura riporta le condizioni di pagamento; le indicazioni complete si trovano in indicazioni obbligatorie in una fattura. In caso di pagamento in ritardo, vedi sollecitare una fattura non pagata.
Gli errori frequenti
- Dimenticare la durata di validità: il preventivo vincola senza limiti di tempo.
- Mescolare importi al netto e al lordo delle imposte: indica entrambi, oppure precisa l’IVA.
- Non numerare: un preventivo senza numero è difficile da ritrovare e da seguire.
- Sottovalutare il tempo di gestione: se la tariffa non copre il tempo impiegato, il preventivo non è redditizio (vedi calcolare la tariffa giornaliera).
Da ricordare
Un preventivo è un documento commerciale e un impegno. Cura l’ambito, la validità e le indicazioni: è il modo migliore per limitare le controversie e per trasformare l’accordo in fattura senza attriti. Verifica le regole proprie del tuo settore in Francia presso le fonti ufficiali.
Domande frequenti
Il preventivo è obbligatorio per un lavoratore autonomo in Francia?
In linea di principio no, ma lo è in alcuni settori o per certi importi (interventi di emergenza a domicilio, traslochi, edilizia…). Verificalo in base alla tua attività, secondo la normativa francese.
Per quanto tempo è valido un preventivo?
Per la durata che scrivi tu sul preventivo: da uno a tre mesi è comune. Trascorso questo termine, il prezzo non è più garantito.
Un preventivo firmato è vincolante?
Sì: una volta datato e firmato con la dicitura «Bon pour accord» («per accettazione»), vincola le due parti secondo il suo contenuto. Rileggi quantità e prezzi prima di accettarlo.
Fonti ufficiali
- DGCCRF (autorità francese per la tutela dei consumatori): regole del consumo (preventivi, informazioni al cliente) (consultata il 19 ottobre 2026)
- Service-public.fr: indicazioni obbligatorie in una fattura (in Francia) (consultata il 19 ottobre 2026)
- Service-public.fr: portale ufficiale dell’amministrazione francese (consultata il 19 ottobre 2026)
Questa guida è un’informazione di carattere generale e non una consulenza fiscale, contabile o legale: gli importi sono indicativi e le regole cambiano. Verifica la tua situazione presso l’amministrazione competente o il tuo commercialista.
